Il lavoro che serve

Il lavoro che  serve è quello che le macchine trasformano, di solito profondamente, ma non eliminano. Nelle imprese del Made in Italy, questo lavoro è l’opera quotidiana di persone che interpretano l’industria 4.0, cambiano il loro approccio con la tecnologia e con l’organizzazione, trovano nuovi equilibri fra hard skill (quel che davvero sai fare) e soft skill (come lo fai), e così facendo contribuiscono a far camminare le imprese.

Il cambiamento a volte ha il sapore dell’innovazione disruptive, ma più spesso assomiglia a un’onda lunga, dove storie di ordinaria bravura si annodano al paradigma digitale, sempre più visibile e consistente.

La via italiana all’industria 4.0 assume in queste vicende il profilo di una scelta meditata, a volte lenta. Ma per le persone che lavorano nelle imprese in trasformazione, l’orizzonte del cambiamento non è più una ipotesi; è un modello intorno al quale ciascuno certa una propria strada attuativa.

Un orizzonte di cambiamento che richiede non soltanto provvedimenti e sostegni, ma anche la capacità di ascoltare i protagonisti e raccontare le scelte delle imprese.

Da definire

Sociologa ed esperta di media digitali
Sociologa dei processi culturali e comunicativi ed esperta di media digitali, ricercatrice presso il Politecnico di Torino

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